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mercoledì 24 giugno 2026 ore 15:28

L'Editoriale Azzurro

domenica 05 luglio 2026 ore 12:17
A cura di Massimo Barbero

Si ricomincia... Martedì pomeriggio le porte del “Piola” saranno nuovamente aperte agli appassionati e la notizia è stata abilmente messa in risalto dal club! Questi mesi di attesa parevano infiniti… ed invece i 71 giorni trascorsi tra il nostro caloroso saluto a mister Dossena nella “zona mista” di Ospitaletto… e l’attuale domenica di vigilia… in fondo sono volati, senza grandi novità di squadra, ma con l’ampliamento del settore giovanile e l’arrivo della You First che ci lasciano immaginare un impegno dell’attuale proprietà sempre più importante e comunque ancora almeno a medio-lungo termine.

Altri motivi di ottimismo, secondo me, possono essere garantiti dallo spogliatoio della squadra azzurra. Dall’esterno credo che gli innesti dell’estate 2025 abbiano consolidato un gruppo sano, di ragazzi seri, uniti e motivati. Nel campionato scorso abbiamo vinto poco… ma francamente non ricordo "contro performances" stile Caldiero o Trieste. 
Abbiamo perso, talvolta meritatamente (vedi le doppie sfide con Pro Vercelli e Renate) ma non abbiamo mai mollato, nemmeno in occasione delle sconfitte primaverili in serie che ci sono costate (ancora) persino il traguardo minimo dei play off. Tra i partenti… mi piace ricordare Leonardo Morosini. Dopo l’infortunio di Zanica, quand’eravamo quarti in classifica, non è stato più lo stesso, almeno in fase realizzativa. Ma in campo ha sempre trasmesso carica e voglia di vincere ai compagni…

Nelle settimane di ozio pallonaro… mi sono imbattuto in un video che riproponeva quasi tutti i gol dell’ultima promozione in B targata Toscano. Pensate che ce l’avremmo fatta lo stesso nel 2015… se al posto di Evacuo ci fosse stato il pur talentuoso Galuppini… pronto a sfoggiare traguardi personali e l’immancabile linguaccia… ad ogni gol segnato? Ho riammirato più volte Felicione scattare a prendere il pallone in porta dopo aver realizzato il pareggio… perché lui voleva assolutamente vincere, solo vincere. Quella squadra, quella di Toscano intendo, aveva primattori formidabili. Ma si reggeva anche su elementi capaci di dare sempre tutto in campo, al di là di qualche limite, da autentici vincenti. Vi ricordate del “freddo Freddi” (citazione di Marco Foti) o di Desiderio Garufo che piazzò un 2-0 pesantissimo in quel di Bassano? E dello stesso Bergamelli... due stagioni a Novara altrettanti campionati vinti?

Nell’estate 2022 Zebi aveva carta bianca (e nessun contratto in essere) per allestire la rosa che Ferranti avrebbe voluto vedere subito promossa in serie B. E sarebbe dovuto partire proprio dall’attaccamento alla maglia, dal senso di appartenenza. Avrebbe dovuto andare a ripescare in giro i vari giocatori del 1998 (o giù di lì…) che ci avevano portato in Primavera 1 eppoi ad un passo dalla finale Play Off a Reggio Emilia in una stagione cominciata con lo stesso Zebi alla direzione sportiva... Con Pablo a far da chioccia e Nico Schiavi ad aggiungere un pelino di esperienza (e qualità) in mezzo al campo. Sarebbero tornati tutti o quasi, attratti da un progetto ambizioso, perché erano rimasti tifosi azzurri… spesso al “Piola” nelle loro domeniche libere quando noi giocavamo in D.

Invece venne messa assieme una squadra di primedonne, con senatori più veloci con la lingua che in campo, venne completato un organico che, sulla carta, valeva almeno un quarto-quinto posto e che invece chiuse in decima piazza, con repentina uscita nei play off dopo appena un inglorioso tempo di patimenti a Verona. Quanto erano costati tutti quegli elementi ormai a fine carriera, alcuni ingaggiati in corsa?

Il ritiro estivo successivo con “Buba” al timone servì a ricostruire almeno un gruppo sano. Quel Novara aveva mille limiti tecnico-tattici… ma si era nuovamente abituato a non mollare. Solo così fu possibile una salvezza miracolosa, artigliata grazie ai gol segnati nei minuti di recupero in autunno che ci avevano permesso di stare aggrappati alle altre pericolanti, prima del benedetto passaggio societario di metà dicembre. Nel ritorno, dopo i rinforzi di gennaio, abbiamo perso una sola volta, nella domenica dei tre rigori di Vicenza e del palo colpito sull’1-1 a venti minuti dalla fine. Non era semplice per nessuno batterci...

Un altro momento critico è coinciso poi con l’allontanamento di un personaggio forte e carismatico come Lo Monaco, ad un mese dall’inizio del mercato invernale ed a soli due mesi dall’improvvisa scomparsa del povero Argurio. A gennaio in tantissimi avevano chiesto di essere ceduti, talvolta dall’oggi al domani, persino qualcuno che giocava sempre titolare… Le controprestazioni di Caldiero, Chioggia e Trieste (sigh) sono la conseguenza di quell’ammutinamento semicollettivo post natalizio e dei troppi prestiti giunti solo di passaggio…

Da giugno 2025 si è lavorato in maniera diversa, inserendo elementi più o meno validi, ma comunque motivati, senza particolari grilli per la testa. Di soddisfazioni al “Piola” non ne abbiamo raccolte tantissime… ma la squadra è spesso uscita comunque tra gli applausi per lo spirito messo in campo, al di là del risultato finale.

Lo stesso nome di Alessandro Birindelli evoca il ricordo di un calciatore serio, che ha costruito una decina d’anni di carriera ad altissimi livelli (ha raggiunto la Nazionale e trasformato un rigore in una finale di Champions) grazie all’impegno costante, alle motivazioni ed alla voglia di fare. Come tecnico della Pianese ovviamente non posso sbilanciarmi in giudizi… perché non basta mezza partita sbirciata in Tv per scrivere qualcosa di sensato… ma come ex giocatore si presenta come uno che certi traguardi ha saputo guadagnarseli sul campo, vincendo due campionati di fila (dalla C alla A) nella bella realtà dell’Empoli per poi passare subito da protagonista in una Juventus allora sul tetto d’Europa. Aveva quasi 23 anni quando il suo grande sogno si è concretizzato eppoi ha saputo farlo durare il più a lungo possibile… dunque potrà spiegare ai nostri azzurri, più o meno giovani… che non è mai troppo tardi per raggiungere certi palcoscenici, con l’impegno e la dedizione quotidiana innanzitutto.

Ovviamente non possiamo dimenticare che siamo reduci da un anonimo tredicesimo posto. Dovremo alzare di parecchio il livello di qualità e personalità della rosa per ritrovare una classifica più consona a blasone e potenzialità.

Però rispetto all’era Zanchetta si riparte stavolta da un modulo collaudato, simile a quello che adottava da Dossena nell’ultima parte dello scorso campionato. La speranza, da tifosi, è che Birindelli possa dare davvero qualcosa in più rispetto al collega non confermato.

La grande differenza la dovranno fare in ogni caso i giocatori. Da loro ci attendiamo voglia di riscatto e di non accontentarsi del brodino caldo di una classifica appena tranquilla.

Se avessi il compito di intervenire sulla rosa ripartirei da almeno due esterni d’attacco di valore da alternare a Ledonne. Io sono convinto che se a gennaio (specie dopo l’infortunio di Donadio nel derby) fossero arrivati un paio di elementi congeniali al gioco di Dossena… avremmo centrato i play off, probabilmente persino con un finale in crescendo.

Un altro innesto indifferibile è da operare nel reparto arretrato, con un braccetto di spessore. Avevamo una retroguardia molto forte nel 2024. L’abbiamo un po’ persa per strada, tra partenze e guai fisici assortiti, tanto che la scorsa primavera, nello sprint, eravamo apparsi fragilissimi.

Un ulteriore punto fermo da mettere è quello del portiere. Il titolare sarà Boseggia o un altro elemento? In un caso o nell’altro è una decisione da prendere subito, con estrema chiarezza.

Ed i gol chi li segna? Secondo me non siamo così messi male in attacco, tutt’altro. Il reparto avanzato a disposizione di Zanchetta e Dossena risultava decisamente di livello ben superiore rispetto a quello del girone di ritorno precedente (che poggiava sui vari Asencio e Ganz). Per intenderci, con gli standard attuali del calcio italiano… un centravanti come Da Graca me lo terrei stretto… perché può risultare determinante, non solo in terza serie, a patto che capisca che a 24 anni non ci si può accontentare del compitino. Eppoi c’è Lanini le cui qualità non sono in discussione. Bisogna però trovare un modulo che ne esalti le caratteristiche, come nel gennaio 2021 quando l’innesto di Rossetti fu determinante nel far svoltare la stagione di Eric e della squadra…

Finalmente si torna a parlare di calcio, solo di calcio… Forza Novara sempre!!!