Dell’Erba: “Vincere per non avere rimpianti...”
Due gare da vincere a tutti i costi per sperare ancora nei play off: “*Vogliamo fare 6 punti per non avere rimpianti – ha detto ieri Davide Dell’Erba ad “Azzurri in radio” – ci siamo parlati nello spogliatoio dicendoci che è ancora tutto aperto. Ricordo benissimo l’andata col Cittadella: vincevamo 2-0, poi un episodio ha cambiato tutto. Domenica ci attende una partita difficile, contro un avversario di valore*”.
L’importante è non ripetere gli errori visti anche a Vicenza: “*Abbiamo analizzato per bene quella gara ed abbiamo avuto la conferma di aver creato tanto. Nel primo tempo abbiamo subito due tiri ed incassato due gol. Le ultime due sconfitte sono state simili, con troppi sbagli che hanno determinato il risultato*”.
La storia di Davide è nota ai tifosi azzurri. Di origini italiane è nato e cresciuto in Germania: “*La Germania mi ha dato tanto, ma il mio cuore è sempre stato per l’Italia. Ho sofferto nel vedere la Nazionale fuori dai Mondiali, come accade ormai da dodici anni. Sin da piccolo ho sempre avuto una grande passione per il calcio. Mio padre mi ha regalato un pallone a tre-quattro anni*”.
Quali sono stati i tuoi idoli giovanili? “*Ovviamente Messi e Ronaldo. E da centrocampista mi piaceva molto Iniesta. Da juventino poi ho apprezzato particolarmente Dybala*”.
Qual è la differenza tra il calcio tedesco e quello italiano? “*In Italia prevale la tattica, si pensa a difendere l’1-0. Invece avete visto cos’è successo in Bayern-Real? Sul 3-3 Olise si è spinto in avanti a cercare un altro gol, qui saremmo andati sulla bandierina…”.
La scorsa estate è arrivata la possibilità di tornare in Italia da calciatore: “Ho un procuratore italiano che già a maggio-giugno mi aveva detto che ci sarebbe stata questa chance. Poi è maturata la proposta di una società molto importante come il Novara. Ho accettato subito perché da appassionato la conoscevo. Si è fatta avanti anche la Juventus, ma non volevo giocare in un’altra Under 23 dopo essere stato già al Bayern*…”.
Hai parlato del tuo procuratore. Ovviamente il nome di Claudio Marchisio suscita sempre forte interesse negli appassionati: “*Con lui lavora Alessandro Tocci, un grande manager. E’ un team fantastico, mi aiutano tanto, anche dopo ogni allenamento. Mi dicono “basta assist, cerca di segnare qualche gol*…”
Raccontaci un po’ della realtà tedesca legata alle seconde squadre: “*In Germania quasi tutte le società ne hanno una. E militano in quarta serie, la D per intenderci. Ritengo sia una cosa utile, uno step necessario da compiere per un giovane prima del grande salto, anche se so che ai tifosi non piacciono*”.
Qual è la tua ricetta affinchè il calcio italiano possa tornare presto ai fasti di un tempo. La Germania è uscita prima da una crisi simile: “*Bisogna credere di più nei giovani, dare loro le occasioni. Ragazzi pronti in Italia ce ne sono, si deve saperli sfruttare”.
Parliamo del tuo ruolo, è vero che sei un centrocampista convertito alla difesa? “Al Bayern in effetti giocavo come mediano o mezzala. Mi hanno arretrato per l’infortunio di un compagno e mi sono subito trovato bene nella scorsa stagione. Al Novara mi hanno prospettato subito di giocare a sinistra*”.
Perché hai scelto il numero 17? “*L’avevo già avuto nell’Augusta. In realtà avrei voluto l’8, ma la preso Di Cosmo. E visto il ruolo, mi sembrava giusto l’avesse lui*”.
E’ ormai tempo di fare un bilancio della tua prima stagione italiana: “*All’inizio ho avuto delle difficoltà legate all’ambientamento. Ho cercato di farmi trovare pronto quando sono partito titolare con la Virtus Verona ed il mister mi ha confermato nelle settimane successive. Con Dossena svolgiamo allenamenti intensi, curiamo parecchio la fase difensiva. Spingiamo ancora, fino a fine regular season. Non ho tanto spazio, ma cerco di dare il massimo negli allenamenti*”.
Il tuo campionato è svoltato in quella settimana vissuta tra Pro Patria e Pro Vercelli tra alti e bassi: “C*on la Pro Patria ho giocato 90 minuti ed ero molto soddisfatto per la vittoria. Invece la domenica dopo un mio errore è costato la sconfitta che in un derby fa ancora più male. Eppoi siamo passati alla difesa a tre dalla settimana successiva*”.
Zanchetta utilizzava te ed Agyemang sulle due fasce, Dossena ha detto sin dalla prima conferenza stampa che non l’avrebbe fatto: “*Accadeva anche perché Valdesi non era al meglio per infortunio. Non è mai semplice per un esterno giocare a piede invertito. Qualche volta adesso in allenamento giochiamo assieme, ma solo perché avanzo a metàcampo*”.
Con chi hai legato in maniera particolare? “*Non è un mistero, con Citi e Ledonne. Ma nel gruppo ci sono solo bravi ragazzi, scherziamo spesso. E se c’è qualche problema viene risolto in poche ore. Il Mister ci aiuta parecchio in settimana e parla rivolto a tutti in generale. Nel complesso a Novara mi trovo bene. E’ una città tranquilla*”.
Quali sono le avversarie che ti hanno impressionato di più? “*Il Brescia dell’andata, il Trento che pratica un gran calcio ed ovviamente il Vicenza. Ma è un campionato molto equilibrato, i valori si equivalgono. La delusione? Noi! Dovevamo fare di più*”.
Per finire un messaggio ai tifosi azzurri: “*Dico solo di crederci e di venire allo stadio domenica. Non posso che ringraziarli. Ci sono stati vicini anche nei momenti bui. Il supporto non ci è mai mancato*”.
**redazione forzanovara.net**
