A cura di redazione forzanovara.net
Al “Piola” conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico
E’ stato, come da copione, Federico Boveri ad introdurre il nuovo tecnico Alessandro Birindelli nella conferenza di presentazione che si è svolta stamattina presso la sala stampa del “Piola”: “Sono molto contento di averlo qui al mio fianco – ha esordito il ds azzurro – è un profilo che abbiamo seguito sin dalla passata stagione. In questi mesi abbiamo approfondito la sua conoscenza e mi ha colpito per la sua concretezza e per le sue idee di calcio”.
Prima di sottoporsi alle domande dei cronisti presenti l’ex allenatore della Pianese ha voluto: “Ringraziare la famiglia Boveri che mi ha permesso un passo avanti nella mia professione. Ho conosciuto il Direttore un anno fa ed ho sempre seguito con amicizia il Novara come lui evidentemente ha monitorato la mia prima esperienza tra i professionisti. Voglio ringraziare anche la Pianese, la famiglia Sani ed il direttore Cangi per aver creduto in me. Abbiamo ottenuto un risultato importante, raggiungendo i play off, in un ambiente straordinario. Questa è l’occasione per crescere. L’affronto con grande emozione e senso di responsabilità che voglio condividere con i giocatori, i magazzinieri che mi fa piacere siano qui ad ascoltarmi oggi… ed i dirigenti. Tutti assieme vogliamo andare dritti verso il primo obiettivo che non possono che essere i play off. Da lì sarà un nuovo inizio. E’ un percorso che vogliamo compiere per gradi, costruendo un gruppo con dei valori umani prima ancora che tecnici, cerchiamo qualità non solo calcistiche”.
La trattativa che l’ha portato al Novara è stata veloce: “E’ nata una settimana dopo la fine dei play off. Ringrazio Claudio Mossio il mio referente che mi ha messo in contatto con la società. Ho accettato subito. La storia del club non è certo da serie C”.
Si comincia con un primo miniciclo di allenamenti: “Ho scelto di svolgere tre sedute conoscitive in concomitanza con le visite mediche. Voglio parlare con i giocatori, anche se con molti di loro ho già avuto un contatto telefonico. Devo capire quali sono state le difficoltà, le sensazioni, le necessità per migliorarci tutti assieme”.
Che tipo di allenatore è Alessandro Birindelli? “Nel calcio moderno c’è bisogno di tutto. Puoi permetterti di palleggiare, così come di sfruttare la forza fisica della squadra, magari cercando di verticalizzare il gioco. Devi adattarti alle caratteristiche dei tuoi giocatori, quello che non deve mai mancare è l’equilibrio, in qualsiasi categoria”.
E’ un discorso che si sposa perfettamente con quello inerente all’aspetto tattico: “Il modulo dipende dalle caratteristiche degli uomini a disposizione. Ci sono le fasi da fermo ed in movimento e le situazioni variano. Nella scorsa stagione ho adottato il 3-4-2-1, il 3-5-2, ma anche il 4-3-2-1 o il 4-3-3. In certi momenti avevamo la necessità di passare ad una difesa a quattro, ma quel modulo non ci piaceva. Ed allora l’ho adottato… senza dirlo ai giocatori. Non bisogna operare delle forzature. I calciatori devono essere schierati dove si sentono meglio. Ed i risultati portano fiducia”.
Si riparte da una base amplissima di tesserati sotto contratto: “Io ed il Direttore un’analisi l’abbiamo fatta. Se continui a cambiare rimani sempre al punto di partenza. Bisogna capire perché certi giocatori hanno performato meno. Se si tratta di un problema di caratteristiche, di natura fisica, di certe situazioni... So che nell’organico ci sono ottimi elementi. Probabilmente nel passato campionato è mancato qualcosa a livello di leadership e temperamento. Dovremo capire se queste qualità le abbiamo già all’interno del gruppo e, se del caso, intervenire dove e quando. Siamo pronti a spostare il mercato più avanti per avere il tempo di conoscere e di scegliere con maggiore tranquillità”.
Ha colpito nello staff di Birindelli la presenza di un preparatore atletico dai trascorsi importanti come Luca Trucchi: “Ci siamo conosciuti nella Juve quando io giocavo in prima squadra e lui era in Primavera con Gasperini. Ventrone lo portava sempre in ritiro. L’anno scorso mi ero trovato senza il mio preparatore che, per un problema famigliare, non sarebbe potuto venire a Piancastagnaio. Mi sono messo alla ricerca e Trucchi si era appena separato da Gasperini. Sarebbe dovuto rimanere a Bergamo, ma l’Atalanta aveva compiuto una scelta diversa. Grazie a qualche amicizia comune l’ho intercettato. Rappresenta un valore aggiunto per le sue qualità umane. I ragazzi ne apprezzano il modo di lavorare semplice e lo seguono col sorriso, nonostante la fatica. Gli staff si fanno sempre più numerosi, ora sono allargati a diverse figure professionali. A me piace avere sempre un confronto coi miei collaboratori, non voglio solo degli yes man…”.
Quale obiettivo le ha chiesto la società? “Nessuno, lo sappiamo entrambi. Vogliamo fare meglio dell’anno scorso…”. A questo punto interviene Federico Boveri che afferma: “Non lo veniamo di certo a dire qui… L’obiettivo è quello di lavorare per vincere la prima partita ufficiale. Eppoi la seconda e via discorrendo…”. Poi il neo allenatore azzurro completa la risposta: “Nella vita sono un uomo ambizioso e so che nel 2028 il Novara compirà 120 anni. Gli obiettivi di squadra vengono prima di quelli personali. L’importante è partire dalle solidità di un gruppo che sappia restare unito anche nelle difficoltà”.
E’ un Birindelli molto umile, anche nel parlare della sua carriera: “Da calciatore mi sono sempre fatto un mazzo… perché sapevo di essere uno nella norma e dovevo dedicarmi al lavoro quotidiano. Dopo essere arrivato alla Juve il difficile era rimanerci. Da allenatore mi sono messo subito in discussione, sin dal primo giorno. Ho cercato una strada tramite il lavoro e non per mezzo della pubblicità. Mi sono dedicato ad un percorso di crescita nei settori giovanili, anche come responsabile. Dopo dieci anni nei vivai però non avvertivo più trasporto e così ho rotto quel cordone ombelicale. Nei primi mesi in C ho dovuto capire il campionato. Il girone B non è semplice, anche se molti club hanno reso meno rispetto alle aspettative. Venendo a Novara ho compiuto un gradino in più…”.
Che girone A si aspetta? “Vivace, con squadre già attrezzate che si rinforzeranno ancora. Vogliamo battagliare nelle zone importanti, ma senza ansia da risultato perché quella è una brutta bestia che va tolta subito al gruppo”.
Il Novara di Birindelli si allenerà sempre sul sintetico. Come la sua Pianese: “A Piancastagnaio lavoravamo su un sintetico ormai alla fine e per questo abbiamo avuto problemi di natura traumatica. Qui la situazione è diversa. Ho trovato una superficie idonea per allenarsi tutti i giorni, anche perché sarà soltanto nostro…”.
Per finire, chi sarà il capitano della squadra? “Lo scelgono loro. L’essere capitano lo fanno i comportamenti…”.
