A cura di Massimo Barbero
Il campionato 1990-91 dEditoriale Azzurroel Novara era cominciato a metà settembre un po’ in sordina. Con addosso il peso della retrocessione di giugno a Modena (sportivamente cancellata da un provvidenziale ripescaggio) che gravava su tutto l’ambiente.
Mister Nicolini però, partendo da una rosa al risparmio rispetto alle stagioni precedenti, aveva saputo subito assemblare una squadra dinamica e propositiva che, grazie ad un calcio moderno e divertente, aveva vinto le prime tre gare casalinghe, portandosi sorprendentemente in testa. L'elemento in più era Ugo Armanetti, subito beniamino dei tifosi grazie ad un gol riscossa al Pontedera. Ma anche Lanci ed Orofino si erano messi a segnare. Ed alle loro spalle scalpitava il promettente Guatteo.
Il 18 novembre un Novara imbattuto avrebbe affrontato in Viale Kennedy un Viareggio che l’aveva affiancato in vetta. Ho un ricordo vivo di quell’attesa e di quella giornata. La rivalità hockeistica con il Cgc aveva acceso la sfida con la squadra bianconera del telefinanziere Mendella che schierava in campo Spalletti e Bisoli.
Alla vigilia in città tutti erano tornati a parlare del Novara, solo del Novara, a circa cinque mesi dalla distrazione di massa delle “notti magiche”. La nostra Curva era piena, pienissima. Tanto piena che chi si era avvicinato all’ingresso solo in prossimità delle fatidiche 14.30 era stato rimandato nei Distinti (malgrado fosse in possesso di regolare biglietto o abbonamento) perché le autorità di pubblica sicurezza avevano deciso che davvero non c’era più posto per nessuno.
Finì con una delusione quel giorno ed un risultato a giugno di poco al di sopra della sufficienza (sesto posto finale) ma quel Novara-Viareggio rimane un gran bel momento. Perché era servito a far innamorare giovanissimi tifosi che poi non si sarebbero mai più staccati (penso a due storici frequentatori del nostro “muro” come “Carlitos” e “Giorgione Papais”).
Il lungo preambolo amarcord l’ho scelto per dire che ci manca tremendamente un inizio di stagione così, che ci faccia almeno sognare per un po’, che riaccenda finalmente l’entusiasmo cittadino. Dal nostro ritorno in C abbiamo vissuto solo la breve illusione targata Cevoli (già annacquata però dalle tre sconfitte consecutive di ottobre). Nel campionato successivo abbiamo vinto la prima partita all’alba del 19 novembre (segnando il 2-1 in pieno recupero) nell’ultimo solo il 17 ottobre. In quello di mezzo non abbiamo messo a segno nemmeno una rete nelle prime quattro giornate. Dobbiamo inseguire, sempre inseguire, quasi condannati all’anonimato (o, peggio, alla paura) sin dalle prime battute. Per questo nell’anno calcistico che verrà, a prescindere da chi saranno allenatore e giocatori, sarà fondamentale partire bene, cominciare forte. Dobbiamo scrollarci di dosso quel grigiume che ha caratterizzato le ultime avventure in terza serie.
Abbiamo bisogno di emozioni, emozioni azzurre. Quelle che ci ha regalato ieri la nostra Primavera contro un Trento molto competitivo e certamente pericoloso. Vedere la Tribuna di Novarello gremita già a 20-30 minuti dal calcio di inizio ci ha confermato quanta voglia di calcio abbia ancora una piazza che non vuole rassegnarsi ad andare puntualmente in vacanza già il 18 aprile. Si è creato un bel feeling tra la tifoseria una squadra che annovera in panchina solo Grandi Cuori Azzurri ed in campo schiera un Morganti, in nome di quel senso di appartenenza più volte auspicato.
Ringrazio Pablo per aver accettato la proposta di Federico Boveri la scorsa estate quando, dopo l'eccellente stagione alla guida della Novararomentin, avrebbe potuto cercare altre strade tra formazioni senior. Ma per lui il Novara è sempre il Novara, ovvero qualcosa di speciale. Proprio come per noi.
E faccio i complimenti a Pablo per aver dato fiducia sino alla fine ai suoi ragazzi che l'hanno seguito sin dal primo giorno di ritiro, senza cedere alla tentazione di cercare qualcuno della prima squadra per la doppia finale play off. Un anno fa si era fatta tanta confusione con la frettolosa promozione di Mascara in C e l'assalto alla Primavera 3 portato contro il Carpi dai vari Akpa Chukwu e c, con esiti poco felici.
Il 16 maggio è sempre una data magica per i nostri colori. 16 anni fa più di 1000 persone in Tribuna al “Piola” avevano festeggiato il nostro secondo Scudetto Berretti nella finale con il Rimini decisa da un gol di Asiedu in pieno recupero. Nel suo cammino la truppa di “Jack” Gattuso aveva eliminato nei quarti l'Hellas Verona nel quale giocava un certo Jorginho (sì, proprio il Campione ad Euro 2021).
Quando c’è una cosa positiva da sottolineare, da tifosi del Novara, siamo ben lieti di rimarcarla. Non possiamo quindi che accogliere con favore la notizia di un allargamento del settore giovanile che dalla prossima stagione tornerà ad estendersi fino all’attività di base. Innanzitutto è una scelta nobile e meritoria perché ritengo doveroso che le società italiane investano nel vivaio, sin dalle sue fondamenta, al di là di qualsiasi logica di convenienza nell’immediato (il rischio che i grandi club si approprino senza onere alcuno dei migliori talenti, allo stato, purtroppo rimane). Poi rappresenta la conferma del legame a medio-lungo termine dell’attuale proprietà al nostro territorio e da appassionati non possiamo che esserne felici. Infine vi è da aggiungere che è gratificante sapere che il Novara ripartirà da un’intesa con l’Accademia Borgomanero una società che si è sempre confermata seria, dinamica ed ambiziosa sin dalla sua nascita (speriamo sia solo il primo tassello di una serie di accordi analoghi, sulla scorta del celebre “Sestante Azzurro” perché di club virtuosi, in Provincia ed altrove, ce ne sono parecchi).
Ovviamente il lavoro di un settore giovanile potrà essere valutato solo in un lasso di tempo rilevante. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a continui “ribaltoni” anche in questo senso. Basti pensare che dalla fondazione del Novara FC (agosto 2021) il solo Andrea Fabbrini si è fermato per due stagioni consecutive, gli altri sono durati un anno soltanto (o anche meno).
Personalmente mi auguravo che Mauro Borghetti (richiamato nell’estate 2024) potesse operare ancora per tanto tempo a Novara. Possibilmente in tandem con l’appassionatissimo “Mino” Fortina con cui aveva allestito un vivaio che nel 2017-18 poteva tranquillamente essere annoverato tra i primi dieci-venti dell’intera Italia. Non è stato così (Borghetti è stato allontanato già nella primavera di un anno fa) ed ora mi auguro possa davvero cominciare un’altra storia, il più possibile duratura.
L’eco del “pasticciaccio brutto” messo in piedi da Lega di serie A, Prefettura ed organi vari nella calendarizzazione della penultima giornata (sigh) è arrivato anche a noi umili appassionati di provincia. Va dato atto al presidente Marani ed ai suoi collaboratori che nel che nel campionato appena concluso almeno in C si è scongiurata la giungla di spostamenti dell’ultima ora che aveva caratterizzato le annate precedenti (ricordate il derby di Vercelli differito in extremis al lunedì sera?). Però il nuovo Presidente Federale, chiunque uscirà dalle prossime elezioni, dovrà imporsi per mettere un freno a questo stillicidio. Ho sbirciato match di Champions con settori ospiti invasi di tifosi avversari, quasi sempre nella massima sicurezza. Da noi si vietano i biglietti ai residenti nella provincia di Lecce per un Renate-Casarano piazzato di mercoledì sera! Ma i tutori dell’ordine hanno presente quanti spettatori di casa… popolano abitualmente l’impianto di Meda? Proseguendo di questo passo, tra una proibizione ed una decisione tardiva e magari cervellotica… non dovremo stupirci se la gente andrà a seguire sempre più spesso tennis o pallavolo… E soprattutto se, di conseguenza, i ragazzi sceglieranno di praticare questi due sport (o altri comunque emergenti) invece dell’amato pallone… Forza Novara sempre!
